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Polpa, Passata e Dintorni

PER UN BRACCIO DI FERRO, MA NON SOLO!

Non tutti sanno che Popey – fumetto creato da E. C. Segar – ci mette un po’ di tempo prima di scoprire gli effetti portentosi degli spinaci. Le prime storie lo vedono infatti ritratto a strofinare la testa di una gallina magica di nome Bernice.

Per un braccio di ferro, ma non solo!

Non tutti sanno che Popey – fumetto creato da E. C. Segar – ci mette un po’ di tempo prima di scoprire gli effetti portentosi degli spinaci. Le prime storie lo vedono infatti ritratto a strofinare la testa di una gallina magica di nome Bernice.
Dopo qualche numero passa al ben conosciuto barattolo di spinaci. Ed è anche merito del fumetto se a questo ortaggio viene ancora oggi attribuito un portentoso apporto di ferro. La verità, però, è che per quanto benefici e salutari, gli spinaci non contengono più ferro degli altri alimenti. Pare infatti che il misunderstanding derivi da un errore di battitura risalente al 1890, anno in cui per un banale refuso di stampa si riportò: “Gli spinaci contengono 30 mg di ferro”. Una cifra di troppo quindi, uno zero che ha consentito a questo ortaggio di farsi più forte degli altri nel corso della storia.

Il ferro c’è, ma non tanto quanto si credeva un tempo.
Errori a parte, questa pianta è sicuramente salutare per la nostra salute. È infatti molto ricca di vitamina A e C ed è inoltre una fonte inesauribile di potassio, acido folico, magnesio e calcio. È grande amica della vista ma anche del nostro sistema immunitario e grazie alle sue proprietà antiossidanti contribuisce a preservarci dagli effetti del tempo.

Sul fronte del gusto e del sapore, poi, gli spinaci non deludono. Apprezzati fin dall’antichità – sembra che siano originari dell’Asia – vantano alcuni fan storici, tra cui l’austera sovrana di Francia Caterina de’ Medici. In commercio troviamo sia varietà che si contraddistinguono per le foglie larghe e grandi, che piante più minute, conosciute come tipo “merlo nero”. Per entrambe le tipologie è importante avere cura di lavarne le foglie con attenzione, ma senza lasciarle troppo tempo in ammollo, dove tendono a perdere i nutrienti fondamentali. Possiamo consumarli sia crudi, in variopinte insalate, che cotti: meglio al vapore così da mantenerne intatte proprietà e sapore. Noi di Pomì ve li presentiamo in un piatto vegetariano messo a punto da una delle nostre amiche e food blogger di fiducia. Si tratta di un primo a base di penne di grano duro, pomodori a cubetti Pomì e un profumato pesto di spinaci, basilico e sesamo. Altrettanto buoni sono in accoppiata con le bietole in una pietanza tipica della cucina toscana: gli gnudi di spinaci e bietole dalla forma irregolare, insaporiti con il gusto inconfondibile della nostra passata di pomodoro classica.

GIORNALE

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