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Polpa, Passata e Dintorni

CAPIRE UNA FAVA È GIÀ QUALCOSA

Un tempo questo ortaggio veniva utilizzato, alla stregua del fagiolo, come moneta di scambio. Pegno di valore e dunque utilissimo nella vita di ogni giorno, la fava

Capire una fava è già qualcosa

Un tempo questo ortaggio veniva utilizzato, alla stregua del fagiolo, come moneta di scambio.
Pegno di valore e dunque utilissimo nella vita di ogni giorno, la fava come pianta alimentare è conosciuta nell’area mediterranea medio-orientale sin da tempi molto remoti.

La storia di questo vegetale appartenente alla famiglia delle Papilionaceae è tuttavia legata a doppio filo anche a un altro sistema di segni e significati. Nell’antica Roma la fava portava l’immaginario comune nel mondo dell’aldilà: era il cibo dei defunti, prezioso alimento da lessare e donare in dono a Bacco o Mercurio.

Pare fosse il colore del suo fiore, bianco e maculato di nero, a donare un’aura misteriosa, e potenzialmente funerea alla fava.
Una fascinazione che ancora oggi ritroviamo in una tradizione che appartiene a buona parte dello stivale: l’abitudine di consumarla il giorno dei morti.

Tuttavia la stagione della fava è un’altra.
Questo ortaggio ama il tepore primaverile e i primi caldi. Solare e dalle cromie felici, la troviamo sulle nostre tavole fresca di stagione nei mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.
In base alle dimensioni dei semi incontriamo tre varietà botaniche: quella grossa, ideale per la nostra alimentazione; quella piccola, utilizzata per seminare l’erba o per il mangime del bestiame; e quella nota come cavallina, la variante in scatola più diffusa nel mercato.

Piccole eppur portentose

Ricche di sali minerali (tra cui ferro, potassio e magnesio) le fave hanno una positiva azione di drenaggio dell’apparato urinario e sono quindi particolarmente indicate per quanti soffrono di infezioni alle vie urinarie o di calcoli renali. Altrettanto ricche di fibre, aiutano l’organismo a ritrovare la giusta regolarità.

Se consumate fresche apportano poi zolfo, magnesio, zinco e rame: minerali energizzanti che in caso di affaticamento fisico e mentale ricaricano mente e corpo.
Ma non è tutto. Le fave hanno un ridotto apporto calorico.
Si conquistano infatti il primato light di tutti i legumi. Fresche forniscono solo 50 kcal per 100 grammi di prodotto.

Come consumarla?

Liberata dal baccello e pulita, la fava è pronta per essere consumata. Buonissima cruda, magari accompagnata a una fresca insalata estiva, è gustosa anche cotta, in accompagnamento a zuppe o piatti a base di carne.
Se ne ricavano inoltre ottimi purè o polpette rustiche.

GIORNALE

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