Pomì - O così. O Pomì

PomÌ, un marchio, un territorio e le sue persone: un orgoglio italiano nasce cosÌ

Tutto inizia nel 1984, quando un'azienda del parmense che fin dall'inizio del secolo si era specializzata nella lavorazione del pomodoro e la cui presenza sul mercato risale alla prima metà dell'Ottocento, applica, per la prima volta al mondo, nuove tecnologie produttive per il confezionamento della passata di pomodoro Pomì.
 
Nel 2007 il marchio Pomì e gli stabilimenti che lo producono vengono acquistati da Boschi Food & Beverage, società per la trasformazione del pomodoro partecipata dal Consorzio Casalasco del Pomodoro e dal Consorzio Interregionale Ortofrutticoli C.I.O.
A gennaio 2012, è annunciata la fusione per incorporazione semplificata della Boschi Food & Beverage nel Consorzio Casalasco, tramite cessione delle quote in possesso di CIO, formalizzazione di un percorso congiunto durante il quale il Consorzio e CIO hanno lavorato per raggiungere una posizione di leadership del settore.

Pomì rappresenta un modello di industria alimentare in sintonia con le rinnovate esigenze nutrizionali e coi mutamenti del gusto, che favorisce, tramite ricerche di sviluppo applicate e il trasferimento tecnologico nella cultura agroalimentare, la salvaguardia della qualità nei prodotti.
 
Il legame solido e diretto con il mondo agricolo e con il territorio è tra gli elementi principali della forza di Pomì: solo chi pụ controllare direttamente produzione, raccolta, trasformazione e confezionamento è in grado di certificare che il pomodoro sia al
100 % di origine italiana.
 
Pomì arriva direttamente dai campi di oltre 300 aziende agricole collocate principalmente nelle province di Parma, Piacenza, Cremona e Mantova, distanti in media 42 chilometri dagli stabilimenti e situate nel cuore della food valley italiana.

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